Domosens: parla Pierluigi Belluti, FBK

  21 settembre 2017  >   Flash · Progetti · Ultime notizie

Domosens, uN GRUPPO DI DUECENTO STUDENTI GUIDATI DA INSEGNANTI – LEADER: INSIEME PER FARE IMPRESA.

 

Domosens
Domosens:200 studenti guidati da un gruppo di insegnati

Domosens: un progetto e un caso di successo. 

Da molti anni Fondazione Bruno Kessler (FBK) col suo programma “Junior: la ricerca come mestiere” lavora con le scuole trentine nell’organizzazione di opportunità educative (stage e tirocini). I numeri negli anni sono cresciuti al punto che FBK ha costituito un gruppo di lavoro “Ricerca Scuola Innovazione” con lo scopo di assicurare ai ragazzi la massima cura dell’esperienza formativa e al contempo razionalizzare le attività per l’organizzazione.

L’interesse delle scuole è aumentato con l’entrata in vigore della legge della “Buona Scuola”, che prevede l’Alternanza Scuola Lavoro (ASL) come attività obbligatoria, e con l’impegno che FBK si è presa per collaborare nel programma dell’Alta Formazione attivo in Trentino.

Tutto questo diventa un’occasione per FBK per essere sempre più propositiva in termini di cosiddetto “public engagement” nei confronti della scienza aumentando così l’impatto della ricerca sulla società.

La Fondazione non è nuova a questo specifico terreno d’impegno, monitorato dall’Agenzia ANVUR nell’ambito della cosiddetta “terza missione”, e ha di recente ricevuto un riconoscimento importante del proprio primato a livello nazionale. 

  • Dall’idea all’implementazione

DomoSens nasce quale proposta di un modello che permetta di fare l’esperienza ASL ad un consistente numero di studenti, in modo che loro siano protagonisti e non meri osservatori del programma di lavoro.

In questa attività si sperimenta il gioco di squadra, caratteristica imprescindibile ormai per il successo di qualsiasi impresa (commerciale, sociale, sportiva…). La complessità del mondo oggi non consente più ad un singolo di raggiungere una vetta in solitaria. Dietro c’è sempre una squadra nella quale competenze/professionalità distinte coprono parti che il gioco di squadra integra per raggiungere l’obiettivo finale.

Così, il modello proposto in questa prima sperimentazione, sostenuta da Fondazione Caritro, simula un’azienda che, seguendo una tipica traiettoria di innovazione, a partire da un risultato di ricerca (in questo caso commissionata ad un ente esterno, per esempio FBK), coinvolge i propri reparti per cercare di portare sul mercato un rivelatore di gas che faccia un monitoraggio ambientale in ambito domestico. Il rivelatore deve avere la peculiarità di poter essere apprezzato quale elemento d’arredo. 

In questo modo i ragazzi provenienti da ogni istituto hanno modo di lavorare in gruppo e prender in carico una fase di elaborazione dall’analisi di mercato alla chimica per definire le caratteristiche del sensore, dal design del prodotto alla sua comunicazione a fini commerciali.

Il percorso di collaborazione fra i 200 studenti delle 6 scuole coinvolti ha attraversato così un intero anno scolastico, da ottobre ‘16 a maggio ’17, offrendo la possibilità di conoscere gradualmente i compagni di viaggio dediti ad altre attività. 

Importante sottolineare la distinzione dei ruoli che ha permesso di coordinare un progetto così complesso caratterizzato da un approccio radicalmente laboratoriale. La Fondazione Bruno Kessler ha costituito un gruppo di lavoro composto da ricercatori di varia estrazione capaci di presidiare le discipline oggetto di ciascun obiettivo parziale. Fondamentale il ruolo di raccordo degli insegnanti, che hanno contribuito con passione, cogliendo la chance di sperimentare grazie alla sfida comune alcuni temi del loro programma scolastico e dando ai ragazzi le indicazioni opportune per rispettare i tempi di consegna della propria parte di lavoro. La sensazione che si è avuta a fine anno quando abbiamo presentato il risultato finale è stata quella di appartenere a una comunità che è andata costruendosi cammin facendo, con la consapevolezza di aver imparato molto soprattutto per quanto riguarda il metodo per prove ed errori, talvolta scoprendo le attitudini personali vincenti per giungere in modo pragmatico al miglior “compromesso” nei tempi richiesti. Per conoscere il progetto leggi QUI 

Intendiamoci bene però: non che il sensore non funzionasse! 

 

Domosens
Il logo del Progetto Domosens
  • Il follow up del progetto

“Colpiti da notizie di cronaca spiacevoli, abbiamo pensato che il sensore ottenuto per la qualità dell’ambiente di casa grazie a Domosens potesse esser declinato in un contesto diverso come quello dei rifugi di montagna a noi tanto cari – racconta Pierluigi Belluti – Ha preso forma in questo modo, “per osmosi”, il nuovo progetto di ASL “SenSAT” che nell’anno scolastico appena avviato andiamo a intraprendere. Insieme alla Società degli Alpinisti Tridentini, opereremo una sorta di customizzazione del sensore originario e lo andremo a inserire per una operatività immediata. Ci rende orgogliosi sapere che il frutto dell’intelligenza dei ragazzi guidati dagli insegnanti-leader e dai ricercatori FBK serva a render i nostri rifugi un po’ più sicuri per tutti. Un’esperienza vera, e utile”.


La Fondazione Bruno Kessler è un ente di ricerca di interesse pubblico, senza fini di lucro, classificato al 1° posto per l’eccellenza scientifica in 3 diverse aree tematiche (ICT, Storia e Sociologia). Frutto di una storia lunga più di mezzo secolo, attraverso due poli scientifici, uno dedicato alle tecnologie e all’innovazione e uno alle scienze umane e sociali, sette Centri di Ricerca, più di 400 ricercatrici e ricercatori FBK mira a risultati di eccellenza in ambito scientifico e tecnologico con particolare riguardo agli approcci interdisciplinari e alla dimensione applicativa.


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