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Ambasciata d'Italia a Madrid - ITmakES

Ambasciata d'Italia a Madrid - ITmakES

ITmakES, il nuovo saper fare che nasce dalla collaborazione tra Italia e Spagna (itmakes.net), è un progetto in rete tra società civile, imprese e centri di formazione, ideato dall'Ambasciata di Italia in Spagna con l'appoggio di grandi imprese come Bulgari, Artemide e Reale Assicurazioni.
#ITmakES contribuisce a far emergere una nuova comunità di professionisti italiani in Spagna nel settore dell'industria culturale, creativa e innovatrice, e appoggia il "nuovo saper fare", contestualizzato nella relazione tra i due paesi. Un concetto che supera l’idea di un insieme di prodotti ed i limiti di un territorio nazionale. Un nuovo modo di intendere la produzione, integrando funzionalità, forma e creatività con le nuove tecnologie e la sostenibilità sociale. Questo nuovo saper fare si fonda su un ritorno al territorio, sulla rivalutazione dello sviluppo locale attraverso imprese coesive, capaci di interagire fruttuosamente, generando sviluppo e sinergie con il contesto sociale, economico e culturale nel quale operano.
Questo schema avanzato di produzione condivisa (know how – tradizione – nuove tecnologie – mix culturale) offre un esempio di come si possono riconoscere, condividere e diffondere le buone prassi a livello internazionale.
La capacità di proiezione internazionale di queste realtà produttive locali, l’andare e venire dei cervelli - anche attraverso la “generazione Erasmus” ed i movimenti di persone dall’Italia verso l’Europa e il resto del mondo - creano e strutturano identità e imprenditorialità “glocali” e contaminazioni creative tra designer, creativi, maker e startupper italiani e spagnoli.
Per la sua “trasversalità”, il design è stato individuato come punto di partenza di questo nuovo approccio e sono stati lanciati vari progetti.
Alla Maker Faire presentiamo i primi risultati del progetto "The Fab linkage", un’iniziativa tra Italia e Spagna che prevede un programma di interscambio tra Fab Lab italiani e spagnoli per lavorare insieme e lanciare nuovi progetti in comune. Il progetto conta anche con la collaborazione delle istituzioni spagnole a Roma (Accademia di Spagna a Roma – Ministero de Asuntos Exteriores y de Cooperación de España).
L'obiettivo é quello di sostenere lo sviluppo di relazioni tra le 2 comunità di maker attraverso la produzione creativa, costruendo una vera rete transnazionale di fabbricazione digitale.
I Fab Lab promotori dei progetti selezionati provengono da 9 città italiane e spagnole (Alicante, Barcellona, Cagliari, Lecce, Madrid, Malaga, Milano, Roma e Valencia). Da alcuni mesi stanno lavorando insieme in gruppi transnazionali sulle seguenti tematiche: Fabrication / City / Interaction / Life / Social e continuano a collaborare sviluppando nuovi progetti comuni.

Progetti The Fab Linkage

BICILISCA è un telaio di una half bike (un mezzo di trasporto urbano agile e pieghevole) progettato e prodotto digitalmente.
Anzichè focalizzarsi solamente sulla progettazione dell’oggetto, Bicilisca è diventata un’occasione per ripensare la catena progettuale e produttiva degli oggetti che ci circondano. Il primo step è naturalmente una progettazione CAD delle forme di massima. Questo volume di partenza viene poi ottimizzato tramite algoritmi di ottimizzazione topologica che individuano, sulla base degli sforzi applicati, quali sono le aree maggiormente sollecitate, svuotando quelle che non contribuiscono alla resistenza del prodotto.
Una volta ottenuto un 3D ottimizzato, servono macchinari additivi per poterlo produrre: il pezzo sarebbe infatti praticamente impossibile da produrre con tecnologie tradizionali. In questo caso è stata utilizzata una stampante di grande formato, in grado di realizzare oggetti fino a un metro cubo di ingombro massimo. Come alternativa agile al processo di ottimizzazione topologica, è stato testato anche un uso avanzato del software CAM Slic3r.
Bicilisca è prima di tutto un nuovo modo di produrre prodotti: su misura, ottimizzati secondo gli sforzi che dovranno sopportare, digitali e prodotti localmente

VEIL è una superficie tessile interattiva che può essere impiegata per molteplici nuove e attraenti applicazioni nella creazione e controllo di musica, cibo e intrattenimento. Data la sua particolare forma, può avere infiniti usi da esplorare in futuro.

CALEIDUINO è un progetto personale di José Manuel González, nato dal suo amore per i caleidoscopi. Suo nonno, che era un falegname, realizzava per lui caleidoscopi durante le visite al suo laboratorio.
La ragione per la progettazione di CALEIDUINO e CALEIDUINO 2.0 è quella di permettere ai giovani (e ai grandi bambini) di acquisire conoscenze e abilità come la programmazione, la tecnologia e la matematica, mentre comprendono la relazione intima tra arte e geometria. Niente renderebbe più felice il creatore di questa piccola invezione, se qualcuno da qualsiasi parte del mondo riuscisse a creare una versione migliore di questo dispositivo ispirandosi ad esso. Senza l’inestimabile collaborazione di Marta Verde Baqueiro (visualizer software) e Juan Jesús García Freire (PCB design), questo progetto non sarebbe stato possibile.

VIAGGIO IN 5 SENSI - Stiamo costruendo un trasferimento di conoscenze tecnologiche (Lecce/IT e Valencia/ES), attraverso l’esperienza che applicheremo dai Fab Labs, con diverse interfacce che mostrano l’interazione dell’utente con l’opera d’arte e gli artigiani. Nel caso di Lecce, il lavoro è orientato verso esperienze di interfaccia sui musei artistici; nel caso di Valencia, il lavoro è orientato attorno all’esperienza relativa alla tecnologia-creatività-artigianato. Diverse tecnologie sono state applicate in modo semplice, minimo una per oggetto. Le tecnologie che sono state prodotte sono basate su Arduino (elettronica programmabile), stampa 3D, robotica (per creare movimento controllato) e altre tecnologie complementari come la connessione con audio e LED (controllo della luce e cromatico) e molte altre. Il risultato del progetto ruota intorno a una sfida comune, pensando ai cinque sensi (tatto, gusto, olfatto, vista e udito) e cercando di mostrare l’interazione delle esperienze che la tecnologia può fornire e consentire nuovi modi di lettura tra l’utente e le diverse forme di arte e design.

SOCIAL SHELTERING - #REme è un rifugio di emergenza sviluppato da Fab Lab Alicante. È progettato per creare uno spazio domestico effimero facile da costruire con la fabbricazione digitale. #REME è un sistema di costruzione basato su un’unità strutturale di piccole parti. I pezzi possono essere realizzati in qualsiasi atelier con macchine CNC. #Reme è un prototipo veloce da modificare e versatile nei materiali e nelle tecniche di costruzione. È un design open source, basato su materiali e una struttura geometrica semplici, che consente infinite possibilità di ridisegno. IMBY (‘Nel mio cortile’) propone una piccola eco-casa assemblabile in pochi giorni nel giardino di chiuque si offra volontario per ospitare una famiglia di immigrati o rifugiati. Lo scorso 10 novembre, Sadeq, rifugiato in Afghanistan, ha ripreso la sua vita nella prima casa IMBY a Montreuil, a Parigi. IMBY consente al proprietario di ospitare 1/2 persone preservando la sua privacy. La piccola casa ha una cucina, un bagno, un “wc”, uno spazio per dormire nel mezzanino superiore e un altro spazio per la convivenza, usato come soggiorno e sala da pranzo. Per costruire la casa sono utilizzati materiali ecologici che garantiscono un ottimo comfort termico. Nella recente costruzione della piccola casa a Parigi, è stato realizzato uno spazio in policarbonato per godere di uno spazio semi-aperto a contatto con l’esterno e per beneficiare della risposta termica degli effetti verdi del giardino. La facciata è realizzata con una tradizionale struttura in legno e sottostruttura in alluminio, che abbraccia i pannelli in policarbonato. DAT Pangea -Design of Architectural Territories Pangea- in collaborazione con l’associazione francese Quatorze e Fabricació Ateneus di Barcellona presenta la prima scala prototipo 1: 1 di dimensione 1250x1000x2200mm realizzata mediante tecniche di fabbricazione digitale della facciata in policarbonato a effetto serra per la casa IMBY. Basata sul concetto “FabCity”, l’idea è di combinare le regole del mercato con i bisogni sociali. IMBY è pensato per consentire economie significative e ridurre la produzione controllando il budget attraverso un sistema di assemblaggio semplice basato su una licenza open source.

IMBY (‘Nel mio cortile’) propone una piccola eco-casa assemblabile in pochi giorni nel giardino di chiuque si offra volontario per ospitare una famiglia di immigrati o rifugiati. Lo scorso 10 novembre, Sadeq, rifugiato in Afghanistan, ha ripreso la sua vita nella prima casa IMBY a Montreuil, a Parigi. IMBY consente al proprietario di ospitare 1/2 persone preservando la sua privacy. La piccola casa ha una cucina, un bagno, un “wc”, uno spazio per dormire nel mezzanino superiore e un altro spazio per la convivenza, usato come soggiorno e sala da pranzo. Per costruire la casa sono utilizzati materiali ecologici che garantiscono un ottimo comfort termico. Nella recente costruzione della piccola casa a Parigi, è stato realizzato uno spazio in policarbonato per godere di uno spazio semi-aperto a contatto con l’esterno e per beneficiare della risposta termica degli effetti verdi del giardino. La facciata è realizzata con una tradizionale struttura in legno e sottostruttura in alluminio, che abbraccia i pannelli in policarbonato. DAT Pangea -Design of Architectural Territories Pangea- in collaborazione con l’associazione francese Quatorze e Fabricació Ateneus di Barcellona presenta la prima scala prototipo 1: 1 di dimensione 1250x1000x2200mm realizzata mediante tecniche di fabbricazione digitale della facciata in policarbonato a effetto serra per la casa IMBY. Basata sul concetto “FabCity”, l’idea è di combinare le regole del mercato con i bisogni sociali. IMBY è pensato per consentire economie significative e ridurre la produzione controllando il budget attraverso un sistema di assemblaggio semplice basato su una licenza open source.

NORAG CAT è l’innovazione, aria fresca, sperimentazione, elettronica, suono e immagine, ma soprattutto è passione.
Una passione per la creazione di musica che nasce dalla filosofia dei maker che, con la produzione di propri dispositivi o tramite il lavoro e l’elogio di altri, sono in grado di realizzare sessioni ispirate alla tecnologia che emozionano.

B-SENSOR: smart cushion è una soluzione per le persone costrette a trascorrere molte ore sulla sedia a rotelle mantenendo la stessa posizione per un lungo periodo di tempo, la cui durata sarà soggettiva e dipendente da diversi fattori, ma che risulterà in una pressione costante sulle stesse parti del corpo, creando il rischio di formazione di escara.
La valutazione costante della pressione potrebbe informare i medici su nuove tecniche di riposizionamento e svolgere un ruolo chiave nell’ambito della prevenzione e la gestione delle ferite da decubito a livello globale. Attualmente esistono cuscini “intelligenti” che possono prevenire la formazione di piaghe e ulcere grazie a una matrice di sensori di pressione, ma il loro costo è molto alto. Lo scopo del progetto è fornire un Pad a basso costo che prevenga la formazione di piaghe. Il Pad è realizzato con materiali e tecniche che consentono di incorporare e integrare componenti elettronici e sensori biometrici nel tessuto. Gli utenti del Pad troveranno facile usare e gestire i vari parametri e opzioni tramite smartphone, ad esempio il tempo necessario prima di inviare un segnale di allarme, la sensibilità alla pressione o la posizione corretta.
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Ambasciata d'Italia a Madrid - ITmakES



Stand B10 (pav. 8) - Ambasciata d'Italia a Madrid - ITmakES


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Dati aggiornati il 04/12/2017 - 13.30.07