FabLabs: l’innovazione per tutti

Non scenderemo troppo nei dettagli della storia dei FabLabs dato che è possibile trovare molte informazioni su Internet.

La cosa veramente importante da sapere sui FabLabs è che nascono come laboratori di fabbricazione legati all’innovazione aperta (open-source) e dal basso.

Il concetto di FabLabs è nato nei primi anni del 2000 presso il Centro Bit & Atoms (CBA) del Massachusetts Institute of Technology (MIT).

Concepito all’interno del leggendario Media Lab e dalla ricerca sul rapporto tra il contenuto delle informazioni e la loro rappresentazione fisica.

Da notare che fin dalla loro nascita hanno cercato l’empowerment delle comunità locali attraverso la condivisione dell’innovazione tecnologica e della conoscenza in generale.

FabLabs
Fablabs

I Fab Labs sono nati anche grazie alla diffusione di una rete globale di laboratori locali, collegati via web, la cui missione è quella di favorire la creatività degli individui attraverso apprendimento e l’uso di strumenti di fabbricazione digitale.

L’idea è dare a tutti l’accesso alle nuove tecnologie e supportare il processo di apprendimento, creazione, condivisione e diffusione della conoscenza.

I Fab Labs hanno sviluppato il proprio modello operativo e di formazione attraverso il programma Fab Academy che li distingue da altri spazi come i makerspace.

La formazione si basa sul corso del MIT “COME FARE (quasi) tutto”, un percorso per gettare le basi per il funzionamento dei laboratori.

In tutti i FabLabs le fondamenta sono :

–         progettazione e produzione assistita da computer,

 

–         conoscenza delle tecnologie come la modellazione e la stampa 3D 

 

–         l’uso di sensori, interfacce, reti e altri dispositivi digitali opensource e openhardware

 

In aggiunta, i Fab Labs sono anche laboratori che consentono ai cittadini di misurarsi con l’innovazione sociale. Collaborano con altre aree tipologie di laboratori digitali e aperti come:

–         gli hackerspaces (più focalizzati sulla programmazione e la creazione di circuiti );

 

–         i TechShops(catena di fast food molto simile al laboratori fab);

 

–         i LivingLabs;

 

–         gli Edu arte (in cui la tecnologia e arte si fondono).

Oggi la nostra è una società sempre più digitale che utilizza costantemente tecnologie avanzate come simbolo del progresso.

I computer attuali , gli smartphone e i wearable e, in generale, tutti i tipi di dispositivi elettronici collegati a Internet, stanno andando nella direzione di facilitarci la vita.

Non è un caso che durante l’ultimo MobileWorld Congress di Barcellona il focus è stato sull’”internet delle cose”.

Tuttavia, siamo utenti ignoranti: ignari di come funzionino tutte le tecnologie e i gadget digitali che usiamo quotidianamente.

Il mondo analogico aveva un rapporto meccanico e fisico con le cose.

Il mondo digitale ha portato ad uno scollamento totale tra gli utenti e la conoscenza di come lavorano/funzionano gli strumenti che usiamo.

Tendenze come il #DIY o il movimento #MAKER rappresentano un cambiamento di rotta per riappropriaci dello spirito di invenzione e creazione.

Il valore dei FabLabs risiede nel fatto che in questi spazi chiunque, anche artigianalmente, può riacquistare la capacità di creare oggetti ad alta tecnologia.

Il movimento Maker rappresenta per l’uomo comune la possibilità d’imparare a usare le nuove tecnologie che il mondo digitale ci fornisce.

I FabLabs sono anche scuola e formazione – oltre ad essere spazi di produzione reale – che ci portano ad una più profonda comprensione del funzionamento delle cose.

Questa conoscenza ci permette, come utenti, anche di poter migliorare ciò che produciamo, requisito fondamentale per l’innovazione in generale.

Se ci addentriamo un po’ nel movimento maker, capiamo che nasce della necessità di imparare a creare e inventare sfruttando le tecnologie digitali. Specificamente il movimento si basa su 5 pilastri:

1- l’emergere di strumenti digitali per la progettazione e la produzione (stampanti e scanner3D, laser cut , CNC, fresatrici, plotter da taglio, macchine da ricamo e braccirobotici etc);

2- Pratiche di innovazione collaborativa grazie a strumenti open source;

3- il crowfunding come fonte di finanziamento ;

4- L’emergere di spazi di fabbricazione, che consentono l’uso dei nuovi macchinari, adattabili per piccole produzioni;

5- la possibilità per chiunque di progettare e prototipare a costi accessibili.

FabLabs
FabLabs_Open Day

In questo momento storico non possiamo lasciare l’innovazione e la ricerca solo nelle mani dell’industria privata.

Dobbiamo recuperare la responsabilità civica e l’ impegno sociale per l’innovazione secondo un modello partecipativo.

Il dibattito ruota attorno alla promozione di nuove tecnologie e processi di reindustrializzazione che forniscono un significativo valore aggiunto e nuove opportunità di lavoro.

Di fronte a queste esigenze, le iniziative che hanno scommesso sulle strategie digitali di modelli d’innovazione dinamica e aperta in ambiti locali, stanno permettono, in alcune città europee, una ripresa economica e un’alfabetizzazione digitale che sta generando sviluppo concreto.

 

Vuoi approfondire le differenze tra Fab Labs ; makerspaces, hakerspaces e altre forme di coworking?  Leggi qui

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