Indoor Farming: un nuovo modo di fare agricoltura a casa propria

  4 ottobre 2017  >   Eventi · Progetti · Ultime notizie

Il km0, quello vero, ve lo raccontiamo noi. Ecco alcune startup che vi aiuteranno a creare il vostro orto in casa. Siete pronti?

 

Il Living Farming Tree di Hexagro è il primo orto verticale, modulare e automatizzato per aiutarti a produrre cibo con il minimo sforzo.

 

Riuscire a produrre cose per sé stessi è motivo di grande soddisfazione, ancor più se ciò che viene prodotto può essere condiviso con altre persone: nulla è più piacevole di un pasto, interamente home – made, con prodotti locali provenienti direttamente dal nostro orto, da condividere con amici e parenti. Ecco ciò che viene definita una tavola a “Kilometro 0”!  

Solitamente per frutta, verdura, cereali, uova, carni e formaggi con certificazioni di produzione locale o domestica paghiamo centinaia di euro ogni anno e ormai possiamo affermare con certezza di essere quasi interamente “dipendenti dalle etichette” presenti sui prodotti: etichette che guardiamo e controlliamo ogni qualvolta andiamo a fare la spesa per essere davvero sicuri che ciò che stiamo acquistando sia realmente genuino e naturale. C’è da dire che questo è uno dei motivi principali che, negli ultimi anni, sta spingendo sempre più persone a cercare forme di acquisto “alternative”, che prevedono uno scambio diretto tra consumatore e produttore. La cosiddetta “spesa dal contadino” è oramai abitudine diffusa.

Da queste premesse, si comprende facilmente come il numero di persone sempre più dedite a forme di “agricoltura domestica” sia in crescita, nonostante siano tanti gli ostacoli da affrontare e superare: coltivare un orto per portare in tavola prodotti esclusivamente a Km0 non è semplice – basti pensare alle condizioni climatiche spesso sfavorevoli che possono condizionare la buona riuscita di un raccolto –  ma, fortunatamente, ancora una volta la tecnologia e l’innovazione in ambito alimentare hanno messo a disposizione tantissimi strumenti che oggi consentono a tutti di essere agricoltori senza necessariamente dover lasciare il contesto cittadino.  

La possibilità di seminare e coltivare il nostro cibo, è sostenuta dalla cosiddetta Indoor Farming, una tendenza su cui lavorano gli innovatori di tutto il mondo: ne è un esempio Hexagrourbanfarming, startup italiana che ha lanciato Living Farming Tree, il primo orto domestico verticale completamente modulabile, scalabile ed automatizzato. Grazie a queste caratteristiche, è possibile coltivare il proprio cibo – attraverso uno smartphone –  senza necessariamente seguire il ciclo delle stagioni: la produzione è garantita tutto l’anno con costi nettamente vantaggiosi. E non solo: Living Farm Tree è pensato per tutelare l’ambiente perché non prevede l’utilizzo di pesticidi e, grazie alla sua tecnologia aeroponica, riduce il consumo di acqua e di energia. La startup é attualmente una delle sei migliori del KickStart Accelerator e si appresta in questi giorni al lancio di una campagna di crowdfunding.

Un’offerta simile è quella di Infarm, società tedesca che ha sviluppato un’altra versione di orto domestico, anch’esso verticale e idroponico, ideale per ristoranti, supermercati e famiglie.  Infarm è controllato da una “piattaforma centrale” che garantisce la qualità e disponibilità dei prodotti, con particolare attenzione a quelli a foglia verde, i cosiddetti “microgreens“: ecco perché il progetto, ideale per tutti coloro che vogliono avviare un tipo di agricoltura “indoor“, trova negli amanti dell’alimentazione vegana o vegetariana i propri fruitori ideali.

Ad occuparsi di Indoor Farming ci sono anche aziende come Replantable (USA) che ha lanciato sul mercato Nanofarm (il primo orto domestico interamente “hands-off” dalla semina alla raccolta); MyFood (Francia) il cui progetto mira a generare una rete connessa di coltivatori con micro-serre a casa; o altri produttori di smart “mini gardens” e “mini farms“, disponibili con diverse tecnologie per la coltivazione di cibi. Un esempio? Click and Grow, Ponix-Sistems, Aerogarden e Meet SproutsIO.

 

Coltivare cibi attraverso la tecnologia: ecco Click and Grow!

Le opzioni di Indoor Farming includono anche idee italiane di “foodtech” come Linfa, che ha sviluppato per il mercato la sua proposta di “giardino digitale del futuro”. Linfa applica le sue scoperte nel ramo della robotica e della progettazione per consentire una coltura idroponica pulita.

Ma quali sono le ragioni del successo dell’Indoor Farming che, negli ultimi anni, ha compiuto progressi davvero incredibili e che oramai è un fenomeno sempre più in espansione? Tra i vari aspetti da considerare si deve tenere conto sicuramente di questi fattori: 

  • la riduzione dei costi di produzione
  • una qualità dei prodotti nettamente migliore
  • la diversificazione delle colture
  • la tutela ambientale, grazie al risparmio energetico e alla significativa riduzione – se non eliminazione – dell’uso dei pesticidi

Tuttavia, la sua introduzione sul mercato domestico è una novità recente ma siamo certi che tale pratica migliorerà notevolmente la nostra esperienza gastronomica, generando effetti concreti sulla produzione alimentare ed impattando positivamente a livello ecologico, economico, politico e sociale.

La nascita di molte startup rivolte a questo segmento di business sta contribuendo alla cosiddetta “rivoluzione nell’agricoltura urbana” e l’Indoor Farming rappresenta la soluzione perfetta per i makers dal pollice verde e tutti coloro che nel loro piccolo vogliono contribuire alla sostenibilità del pianeta. D’altronde, come afferma il professor Dickson della Columbia University: “Se ogni città sulla terra aumentasse del 10% la sua produzione interna, questo permetterebbe di smettere di usare 340.000 miglia nelle colture e di restituirle alla foresta, che in cambio assorbirebbe tanta anidride carbonica da portare l’atmosfera a livelli del 1980.”

 

Linfa, il giardino digitale del futuro

Maker Faire Rome – The European Edition 4.0 (1-3 dicembre, Fiera di Roma) avrà una sezione dedicata al mondo del Cibo e agricoltura: l’innovazione nell’alimentazione (cibi, macchine, robotica, metodi di preparazione e conservazione) e nell’agricoltura (agro-tech, innovazione rurale, automazione, monitoraggio). La Call For Makers è aperta fino all’8 ottobre: se hai un progetto innovativo nel settore, beh, aspettiamo la tua candidatura qui!

L’Area Food di #MFR17 è realizzata in collaborazione con il Future Food Institute, anima educational di un intero ecosistema – il Future Food –  che fa della food innovation uno strumento chiave per affrontare le grandi sfide del futuro, parlando al mondo ma valorizzando il territorio.