Piacere di conoscerti, robot bartender!

  13 settembre 2017  >   Flash · Progetti · Protagonisti · Ultime notizie

l’automazione del settore alimentare: un futuro non troppo lontano!

 

Robot
Consente di installare fino a 12 bottiglie e permette al cliente di scegliere il proprio cocktail: ecco Mixartista, robot bartender

 

I Robot, tra meno di due decenni, allevieranno molte delle nostre fatiche, anche nel settore alimentare. Incrementeranno le capacità umane e ci aiuteranno a vivere esperienze memorabili. 

Memorabili, direte voi? Facciamo qualche esempio, tanto per capirci.

  • Eatsa, un food-format per insalate in cui un robot consente al consumatore di vivere un’esperienza divertente e personalizzata : l’insalata con il vostro nome. Curiosi? Cliccate sul link.

L’automazione non si ferma al cibo: tocca anche le bevande. Immaginate di uscire per un drink: entrate in un bar, vi dirigete al bancone, ordinate una delle nuove creazioni nel menu e… in 3 minuti vi gustate in vostro drink! Tutto suona come una qualsiasi serata, la differenza è che il bar-tender non è un essere umano: è un robot.

Futuro lontanissimo? Non troppo, sistemi simili sono già diffusi. Un esempio di robot bartender è Mixartista che:

  • consente di installare fino a 12 diversi ingredienti (tra alcolici e succhi),
  • avverte quando una delle bottiglie installate sta per finire,
  • interagisce con l’utente attraverso uno schermo.

E non è tutto: un altro progetto davvero incredibile è Barbot, una particolare “macchina domestica” che ha spazio per 5 differenti liquori e da’ la possibilità di creare combinazioni grazie ad un’interfaccia con l’utente.

Infatti, i  cocktail possono essere scelti attraverso un’applicazione mobile, dalla quale  è possibile anche:

  • abilitare e disabilitare gli ingredienti,
  •  cambiare la posizione dei dispenser,
  •  cambiare le ricette.

Siete alla  ricerca di qualcosa di più sofisticato? 

Somabar è una piccola macchina (19″x11”x15”) – anche casalinga –  che consente di scegliere, direttamente da un’APP, un ampio menu di drink.

Un altro esempio è Makrshakr: ognuno può inventarsi il proprio drink e vederlo mixato da un braccio meccanico.

E il povero barista, direte voi? Sarà più un sommelier e un tutor che si prenderà cura dei nostri gusti per assicurarci un esperienza davvero unica, consigliandoci senza doversi sporcare le mani!

Differente è invece l’approccio di Food Pairing, un software che permette di identificare i cibi e le bevande che hanno un’alta affinità sensoriale. 

Si stima, infatti, che il 20% di un’esperienza alimentare derivi dal gusto, mentre l’80% deriva dall’aroma. Food Pairing lavora sulle caratteristiche sensoriali di alimenti e bevande, permettendo agli operatori del settore di massimizzare l’esperienza offerta al consumatore finale.

 

 

Robot
Scegliere un drink tramite un’applicazione mobile? Con Somabar, il robot, si può!

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