Viene dal Ghana ed è un inventore: la storia di Richard

  17 agosto 2017  >   Curiosità · Flash · Progetti · Protagonisti

 

Sfregando due pietre non si generano solo scintille, nascono incredibili idee che possono diventare grandi invenzioni

 

Richard, giovane inventore del Ghana

 

La scintilla che può accendere un fuoco di cottura non è diversa da quella che può azionare i pistoni di un’auto, metterla in moto e far girare le ruote“: la storia di Richard, giovane inventore del Ghana, potrebbe cominciare così, esattamente davanti a due pietre sfregate per generare una fiamma e cucinare il porridge. Con tante idee nella testa e con la passione per i movimenti meccanici, questo ragazzo realizza la sua prima invenzione all’età di nove anni: si tratta di una falciatrice da giardino, creata per aiutare il padre a tagliare l’erba e costruita all’interno di un piccolo laboratorio nel quale Richard, dopo aver raccolto l’acqua necessaria alla famiglia – all’alba, tutte le mattine e camminando per oltre tre ore – trascorre il proprio tempo.

Qualche anno dopo, questo ragazzo pieno di idee e di creatività mette a punto una radio, utilizzando una vecchia tanica metallica. Mancano però alcuni componenti, irreperibili: è in questa occasione che Richard decide di recarsi da Steven Boafo, direttore del suo Compassion Italia Onlus, con un elenco del materiale necessario per completare il progetto: Steven, sbalordito dal talento del ragazzo che non aveva mai studiato elettronica decide di comprare tutti gli elementi mancanti e di donarli a Richard che riesce così ultimare la radio.

Il talento, lo spirito di iniziativa e questa incredibile passione di un giovane adolescente cresciuto senza nulla e in Paese poverissimo sono state premiate: gli operatori del centro Compassion Italia Onlus hanno infatti deciso di aiutare Richard organizzando per lui un corso di apprendistato presso un elettricista locale. Ora “l’inventore del Ghana” è in grado di riparare TV, gadget elettronici e, ovviamente, qualsiasi tipo di radio!

Quella di Richard non è l’unica storia di un ragazzo di talento, cresciuto in mezzo alla più misera povertà: come spiegano gli operatori di Compassion Italia OnlusTutti i bambini hanno delle capacità speciali: devono solo scoprirle e metterle in gioco”. E l’obbiettivo della Onlus è esattamente questo, fare in modo che attraverso il sostegno a distanza anche chi è nato in Paesi particolarmente difficili non è solo ma può sempre trovare quella scintilla che fa la differenza e che per ciascuno può realmente rappresentare il cambiamento, il futuro e la speranza: “I bambini che sosteniamo riescono a farcela. E’ vero, vivono in contesti difficili ma noi li aiutiamo a comprendere che sono circondati da tante opportunità. Devono trovare la giusta ispirazione, devono poter credere nelle proprie potenzialità“, spiega Steven Boafo.

E noi non vediamo l’ora di scoprire tante nuove invenzioni! Intanto vediamo come funziona la radio di Richard!

 


Il lavoro di Compassion Italia Onlus inizia nel 1952 in Corea del Sud, quando Everett Swanson si sentì spinto ad aiutare 35 bambini rimasti orfani in seguito al conflitto coreano. Il suo fu un approccio “rivoluzionario” al dramma che le piccole vittime stavano vivendo, basato sulla necessità di sostenerle in maniera individuale, fornendo a ciascun bambino un aiuto costante e mirato: proprio dall’idea di un programma di assistenza costruito sulla relazione “uno a uno” è nato il concetto di “adozione a distanza”  Oggi, Compassion è un’organizzazione no-profit impegnata a sostenere oltre un milione di bambini in 25 paesi di Asia, Africa e America Latina. Grazie all’adozione a distanza, ogni bambino riceve cibo, cure e istruzione, e sfugge a piaghe come il lavoro minorile o lo sfruttamento sessuale.

Vuoi conoscere meglio il lavoro di Compassion Italia Onlus? Vuoi aiutare questi giovani talenti a migliorare il mondo?  Vieni  a Maker Faire Rome 4.0 dall’1 al 3 Dicembre in Fiera di Roma.

La storia completa di Richard è disponibile qui

 

Compassion Italia Onlus aiuta oltre 1 milione di bambini in 25 Paesi in Africa, Asia e America Latina