Il vino? Bevilo in digitale!

  2 novembre 2017  >   Protagonisti · Ultime notizie

Il vino, una delle eccellenze del nostro paese, trova sempre piú spazio nell’internet of food con tante interessantissime iniziative!

 

Una vera e propria “vigna connessa” ideata da MYOMEGA su tecnologia Intel. Si chiama Tracovino , sistema innovativo di monitoraggio e gestione del vigneto

Non è una novità che le nuove tecnologie siano entrate in maniera consistente nell’ambito della produzione agroalimentare. In Italia, ad esempio, il volume d’affari  che coniuga cibo e tecnologia sfiora i 13,5 miliardi di euro, e molto si deve agli investimenti delle food startup, che forniscono ad aziende e consumatori servizi, applicazioni e tecnologie riguardanti il cosiddetto “Internet of Food”. In questo senso sono stati fatti passi da gigante anche nella viticoltura e nella produzione vinicola, con tecnologie sempre più avanzate che aiutano e migliorano la produzione. Altre innovazioni sono invece indirizzate ai clienti, diventati negli ultimi anni sempre più esigenti riguardo i metodi di coltivazione e la tracciabilità del vino.

Andando a vedere tali innovazioni nel dettaglio partiamo con lo smart farming. Con questo termine ci riferiamo a tutte quelle tecnologie applicate all’agroalimentare che ottimizzano la resa e la produttività dei terreni agricoli, utilizzando mezzi moderni ed eco-sostenibili. Ne sono un esempio l’uso dei sensori nei vigneti, installati in diverse posizioni all’interno dei vari settori dove sono piantate le viti. Grazie ai dati raccolti da questi strumenti, riguardanti il terreno e le piante, è possibile prevenire malattie come le peronospora, salvando la produzione di uva e di vino. Si tratta di un monitoraggio completo delle vigne realizzato in remoto, una notevole comodità per tutti i produttori!

TracoVino è uno di questi sistemi, sviluppato da  MYOMEGA System Technologies in collaborazione con 4 produttori di vino, Ericsson, Telenor Connexion e Intel. L’applicazione è un grande alleato per i viticoltori smart, poiché fornisce informazioni importantissime proprio riguardo al terreno, al clima e allo stato delle piante. Non solo, MYOMEGA raccoglie e analizza i dati provenienti dai sistemi installati, li elabora e crea dei database enologici. Grazie all’analisi di queste informazioni è possibile consigliare ai produttori le migliori soluzioni per il proprio vitigno.

Un altro esempio è l’applicazione Wine Blockchain, sviluppata da EY e che mira a difendere e valorizzare la produzione vitivinicola Made in Italy. Questa realtà costituisce il primo caso in cui si cerca di offrire un prodotto tramite un “KM-zero virtuale”, ovvero una relazione digitale tra produttore e consumatore finale, attraverso un codice QR posto sull’etichetta della bottiglia. Fotografando il codice con uno smartphone, l’app permette di conoscere il produttore, l’intero processo di coltivazione, produzione e trasformazione del vino. Si tratta di una risposta concreta per prevenire la contraffazione e per facilitare il controllo della qualità a beneficio di consumatori e produttori. Attraverso la blockchain, il sistema crea un registro pubblico e immodificabile legato alla firma digitale del produttore: si tratta effettivamente di una carta d’identità digitale del vino, e in futuro EY è interessata a utilizzare la stessa tecnologia anche per altri prodotti agroalimentari.

 

Svinando, il wine club dove trovare a prezzi esclusivi bottiglie di pregio altrimenti difficilmente reperibili

Il miglioramento e l’ottimizzazione dei rapporti tra produttori vinicoli e consumatori è oggetto di notevole interesse da parte degli investitori, ed è l’obiettivo principale di un gran numero di startup italiane. Nell’ambito dell’e-commerce, realtà come Vinix, Tannico o Svinando si occupano di creare nuove forme virtuose di mercato, ad esempio facendo risparmiare i consumatori grazie all’acquisto in gruppo, o creando enoteche virtuali con cataloghi in continuo aggiornamento, o ancora coinvolgendo i sommelier per selezionare i migliori vini da proporre ai propri utenti. Questi strumenti permettono al consumatore di fare scelte e acquisti sempre più consapevoli e responsabili. In particolare Svinando ha permesso la creazione di una community di appassionati di vino, un gruppo ristretto che ha la possibilità di essere sempre aggiornati e informati sui vini da acquistare. Un servizio simile è offerto anche da Wineowine, un mercato virtuale di vini che punta alla promozione del Made in Italy e dei piccoli produttori.

Altre applicazioni invece di concentrarsi sulla compravendita del vino, si occupano di sensibilizzare e di informare i propri utenti sulla produzione e sulla qualità. VineAway, ad esempio, permette di vivere in modo virtuale l’esperienza dei campi e seguire tutte le tappe della filiera vinicola online, dalla produzione tra i filari al labelling, dando infine la possibilità di acquistare il vino di cui ha seguito la nascita e che ha monitorato fino al suo imbottigliamento. Un altro esempio di informazione e di creazione di community intorno al mondo vinicolo è Winedering, che potremmo definire una sorta di Tripadvisor del vino: grazie all’indicizzazione delle cantine e al suo sistema di recensioni, permette agli utenti di confrontarsi, di esprimere il proprio parere, di caricare foto, oltre ad essere un comodo strumento di marketing per i produttori.

Non mancano infine applicazioni che per certi versi ricordano un vero e proprio sommelier virtuale. Un esempio interessante è lo smart decanter iSommelier, sviluppato da iFavine: settando alcuni parametri riguardanti il vino come tipologia, annata e gradazione, il decanter intelligente si occupa autonomamente di fornire al vino l’ossigenazione ideale prima del consumo. Altre applicazioni, come SommelYou, Wikivinum e Wenda, permettono all’utente di conoscere tutte le informazioni utili sul vino partendo dall’etichetta, informandolo sugli abbinamenti ideali, sulle caratteristiche tipiche, la presenza di eventuali lotti difettati o, ancora più semplicemente, rendono possibile una scelta legata ai propri gusti.

Non ci resta che brindare a tutte queste realtà che ci mostrano come tradizione agroalimentare ed innovazione digitale possano coesistere per dare vita a progetti ed iniziative meravigliose!

 

Una start up innovativa che tutela la qualità e l’originalità delle bottiglie di vino, sia durante la fase di trasporto e stoccaggio sia di conservazione: ecco Wenda!

Maker Faire Rome – The European Edition 4.0 (1-3 dicembre, Fiera di Roma) avrà una sezione dedicata al mondo del cibo e agricoltura: l’innovazione nell’alimentazione (cibi, macchine, robotica, metodi di preparazione e conservazione) e nell’agricoltura (agro-tech, innovazione rurale, automazione, monitoraggio). L’Area Food di #MFR17 è realizzata in collaborazione con il Future Food Institute, anima educational di un intero ecosistema – il Future Food –  che fa della food innovation uno strumento chiave per affrontare le grandi sfide del futuro, parlando al mondo ma valorizzando il territorio.